BIOTECNOLOGIE: I NUOVI CIBI MANIPOLATI
IN LABORATORIO
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La
vita in gioco. Entro pochi anni la maggior parte di ciò che mangiamo
potrebbe essere geneticamente manipolato. Potenti multinazionali dicono
che sono sicuri, nutrienti e privi di rischio. Scienziati indipendenti
invece ci mettono in guardia: sappiamo troppo poco sull'ereditarietà
genetica. E avvertono: l'ingegneria genetica è una tecnologia
imperfetta e rischiosa. |
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Il repertorio del cibo Frankenstein, come viene chiamato, è sempre più ampio. Le multinazionali hanno
già creato o stanno per farlo prodotti da film di fantascienza. Ci sono fragole
resistenti al freddo grazie all'introduzione di un gene prelevato al pesce
artico, barbabietole utili per estrarne zucchero dietetico perché incrociate
col carciofo di Gerusalemme, pianta che resiste agli attacchi dei parassiti.
Pomodori che possono restare settimane nel frigo senza marcire. Riso che diventa
rosso perché addizionato di proteine e vitamina A, e si può coltivare anche in
acqua salmastra. Formaggi che non ammuffiscono. Latte per vaccinarsi contro le
malattie esantematiche. Cavoli e ortaggi resistenti alle gelate. Patate, mais,
granturco, carciofi, tabacco e altre decine di vegetali immuni da qualunque
attacco di virus e batteri. Verdure e cereali che prima di arrivare sulle nostre
tavole vedono la luce in un laboratorio di ingegneria genetica e subiscono
complicati interventi nelle loro strutture molecolari. Per diventare qualcosa
che non si era mai visto: ibridi vegetali-animali, metà carciofo, metà topo.
In una parola: piante transgeniche. Manipolare geneticamente un organismo vuol dire passare ad esso una molecola di DNA che gli permette di produrre una proteina che prima non era in grado di fabbricare. Noi ci nutriamo da sempre di proteine, ma esse, come talvolta altre sostanze, possono essere "rifiutate" dal nostro organismo. Quando veniamo a contatto con certe molecole infatti, il nostro organismo reagisce in modo talvolta violento con quella che chiamiamo "reazione allergica" o allergia. I fautori degli alimenti transgenici sostengono che l’introduzione di cibi manipolati nella nostra dieta non può causare rischi di nuove allergie, e citano l’esempio dell'introduzione del gene di banana nel pomodoro, omettendo di precisare che – in questo caso - si tratta di cibi abitualmente consumati. L’ingegneria genetica, però, riguarda spesso geni, e dunque proteine, che non fanno parte del consumo alimentare tradizionale: i rischi non sono prevedibili se il gene "trapiantato", ad esempio nel grano con cui facciamo pane, pasta ecc., proviene da uno scorpione o da una petunia o da altri organismi finora mai utilizzati nell’alimentazione. Un esempio è Il carciotopo Per rendere immune il carciofo da un virus
Benvenuto, ingegnere dell'Enea e i suoi colleghi, hanno infettato con questo
agente patogeno un topo, il cui sistema immunitario si è messo immediatamente a
produrre anticorpi per difendersi dal virus. I geni responsabili della risposta
immunitaria nell'animale sono stati identificati, isolati, modificati e infine
inseriti nella struttura cellulare della pianta attraverso un altro
microrganismo che ha funzionato da veicolo. Così il vegetale è diventato
attivo contro il virus. |