La scoperta dell'acqua fresca
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Troppi nitrati, cadmio e altre sostanze velenose. Sali minerali a volte pesanti per l’organismo. Nella nuova passione degli Italiani si nascondono alcuni pericoli

A volte le etichette sono scritte con caratteri molto piccoli, al limite dell’illeggibile. Altre riportano indicazioni poco chiare, destinate agli addetti ai lavori. Eppure le etichette dovrebbero essere la maggiore garanzia del consumatore. Di seguito cerchiamo di analizzare alcune delle indicazioni più frequenti riportate sulle bottiglie di acqua minerali.  

LA DATA: L’acqua scade. Difficile crederlo, ma è così. E i prodotti sono obbligati a riportare la data di scadenza in maniera ben visibile.

RESIDUO FISSO A 180°: E’ quello che rimane dopo aver fatto evaporare l’acqua a quella temperatura. Più e alto il maggiore è il contenuto di sali minerali. Per tutti i giorni è bene consumare un’acqua col residuo fisso basso- al di sotto di 50 mg/l, detta minimamente mineralizzata- o oligominerale (sotto i 500mg/l).

PH: Indica il grado di acidità dell’acqua. Tra il 6,5 e il 7,5 l’acqua considera neutra, la migliore da consumare ogni giorno.

DUREZZA: Con questa indicazione (espressa in gradi francesi) scopriamo quanto calcare è presente nell’acqua. Almeno che non si soffra di particolare problemi non c’è motivo per scegliere un’acqua a basso contenuto di sali di calcio e magnesio.

SODIO: Il sodio, scoperto nel 1807, regola- insieme al potassio- l’equilibrio tra l’ambiente interno alla cellula e quello esterno. Il cloruro di sodio (sale da cucina) è un elemento presente nella dieta di ognuno di noi. Il valore consigliabile per le acque minerali è di 20 mg/l

CALCIO: Il calcio (Ca), che rappresenta L’1,5-2 per cento in peso del corpo umano, è il minerale più abbondante in assoluto nell’organismo. L’apporto di questo minerale nelle acque minerali è comunque abbastanza limitato, in media al di sotto dei 60mg/l.

Attenti ai limiti

I PARAMETRI GUIDA DELL’ACQUA POTABILE  

Valori consigliati (mg\litro)

Concentrazioni Massimo (mg/litro)     
Solfati   25 250
Magnesio   30 50
Calcio   100 -
Sodio   20 175
Alluminio   0,05 0,2
Nitrati   5 50
Ammoniaca   0,05 0,5
Ferro   0,05 0,2
Manganese   0,02 0,05
Rame   0,1 1
Zinco   0,1 3
Arsenico   - 0,05
Cadmio   - 0,005
Cromo   - 0,05
Mercurio   - 0,001
Nichel   - 0,05
Piombo   - 0,05
Antimonio   - 0,01
Selenio   - 0,01
Vanadio   - -
Berillio   - -

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FLUORO: Dopo il calcio, il fosforo (P) è il minerale più abbondante nel corpo umano. L’85 per cento si trova nelle ossa legato al calcio, mentre il restante regola l’equilibrio delle cellule. Il valore massimo accettato per l’acqua potabile è di 1,7mg/l. Le acque che si avvicinano troppo a questo limite non andrebbero bevute tutti i giorni.

CLORO: Non è dannoso e peraltro è utilizzato per disinfettare gli acquedotti. Sopra i 200mg/l però è spia di inquinamento.

SOLFATI: Presenti per natura nell’acqua il loro livello deve essere al di sotto dei 50mg/l, soprattutto in quelle utilizzate per i bambini. Un livello troppo elevato di solfati infatti è sinonimo di inquinamento.

NITRATI: Il limite di legge è di 50mg/l per gli adulti e di 10mg/l per i bambini, ma è comunque sempre meglio rimanere al di sotto dei 25mg/l. I nitrati sono tra gli inquinanti più pericolosi per al salute.

NITRITI: Rappresentano la trasformazione dei nitrati e sono ancora più pericolosi dei primi, per questo devono essere assolutamente assenti dalla composizione dell’acqua.

AMMONIACA: Non ci deve essere. Sull’etichetta si legge “inferiore a…” che indica in realtà che lo strumento d’analisi non riesce a rivelarla.

SOSTANZE ORGANICHE: Indicate anche come “indice di ossidabilità” dovrebbero essere assenti perché indicano contaminazioni tipiche delle zone agricole o di scarichi.

PIOMBO, CADMIO: Metalli pesanti presenti nell’acqua a seguito di contaminazione.