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Zucchero, burro di cacao, latte scremato in polvere, pasta di cacao, grasso bitirrico, siero di latte in polvere, pasta di nocciole, emulsionanti (lecitine di soia, E 476), lattosio, aromi.

Ogni alimento può rivelare molte informazioni sul suo contenuto. Ma gli additivi sono spesso indicati in codice. Ecco come decifrarli.

Gli additivi sono indicati sull'etichetta con il loro nome scientifico (per esempio, acido citrico) oppure con una sigla composta dalla lettera E (Europa) seguita da tre cifre.

  • I COLORANTI ( da E 100 a E 199) sono messi di tanto in tanto sotto accusa: anni fa toccò all'amaranto E123, poi al rosso E 127 usato per gomme da masticare, gelati, caramelle, bevande. Fu ritirato dal commercio negli Stati Uniti perchè sospettato di provocare (in dosi massicce) tumori alla tiroide nei ratti e allergie. In Europa la sua vendita è invece ammessa, in quanto valutato "assolutamente sicuro" nelle normali dosi. Ultimamente è stata la volta della tartrazina (E 102), un colorante giallo utilizzato in bibite, frutta sciroppata, conserve, minestre in scatola, caramelle. In Australia è stato vietato per la possibilità di effetti collaterali come asma, orticaria, insonnia e irritabilità nei bambini.
  • I CONSERVANTI (da E 200 a E 299) servono a prolungare il periodo di conservazione del prodotto prevenendo la diffusione di micro organismi (batteri, muffe, funghi). I nitriti (E 249, E 250) e i nitrati ( E 251, e 252) sono usati per la carne. Ne è consigliabile un uso limitato: alcuni derivati, come le nitrosammine, hanno mostrato effetti cancerogeni negli animali. I sorbati ( E 201, 202, 203) sono usati per i cibi grassi, i benzoati (E 211, E 219) per le bibite analcoliche, l'anidride solforosa (E 220) e i solfiti (da 221 a 228) per vino, frutta secca, marmellate, succhi di frutta, patate sbucciate, sottoaceti in genere. L'anidride solforosa, in particolare, contrasta l'assorbimento della vitamina B1 e può provocare mal di testa. Le persone asmatiche possono avere un aggravamento a causa di alcuni solfiti. altri conservanti sono i fenili (E 230, 231 e 232) usati per trattare la buccia di agrumi e banane e sospettati di provocare nausee.
  • GLI ANTIOSSIDANTI (da E 300 a 350) impediscono che frutta e verdura si ossidino imbrunendosi. Il più usato è l'acido ascorbico e i suoi sali ( E 300, 301 e 302), che in dosi elevate possono favorire i calcoli renali. Sono usati per bibite, insaccati, funghi secchi, vegetali per sottoaceti, patate crude sbucciate. Altri antiossidanti sono l'acido citrico ( da E 330 a 332), lattico (E 325), tartarico (da 334 a 337)
  • GLI EMULSIONANTI  servono a legare acqua e grassi per dare uniformità e cremosità a gelati, maionese, merendine, dolci. Si ricavano da scarti animali o da olii di bassa qualità come quelli di cocco e di palma (E 471 e 472), oppure dalla soia (lecitina, E 322).
  • GLI ADDENSANTI E I GELIFICANTI amalgamano e danno consistenza a gelati, budini, caramelle gommose, dessert in genere, formaggi freschi. I più usati sono di origine naturale e non hanno mostrato controindicazioni: l'agar agar (E406), estratto da un'alga, la gomma arabica (E414), la farina di semi di carrube (E 410), le pectine (E 440) contenute nella frutta.
  • GLI STABILIZZANTI mantengono stabile la consistenza del prodotto, trattenendo l'acqua ma evitando che questa favorisca lo sviluppo di micro organismi, si tratta di polifosfati, fosfati e sali di fusione ( E 450) usati in prosciutti cotti, formaggi, budini, pasticci di carne. I polifosfati consumati in maniera eccessiva favoriscono l'osteoporosi e i calcoli renali.
  • GLI ESALTATORI DI SAPIDITA' accrescono il gusto sapido e la fragranza di conserve di carne, dadi da brodo, salse, purea in fiocchi, mais soffiato, il più noto è il glutammato monosodico (E 621), base della cucina orientale, che in dosi elevate può scatenare la "sindrome del ristorante cinese": le persone che ne sono allergiche manifestano sensazione di calore al volto, formicolio alle spalle e dolore toracico.

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