CHI SOFFRE LA FAME?

I ricchi e poveri nel mondo

Attualmente circa il 25% della popolazione mondiale, quella dei paesi più ricchi, consuma il 75% dei beni prodotti dal mondo. Per quanta riguarda l’alimentazione, secondo i calcoli della FAO la popolazione mondiale può essere divisa in tre gruppi.

Il primo gruppo, di circa 1 miliardo e 250 milioni di persone, è costituito dagli abitanti dei paesi industrializzati, che consumano più di 3.000 cal al giorno per il 40% ricavato dai grassi e della carne. In questo gruppo di individui sono diffuse delle malattie così dette "del benessere", in quanto sono legate ad una alimentazione troppo abbondante e ricca di grassi.

Il secondo gruppo, formato da 3,5 miliardi di persone che abitano nei paesi meno poveri del 3 mondo, assume circa 2500 cal al giorno e si alimenta prevalentemente di cereali; questa dieta, in cui prevalgono le proteine vegetali su quelle animali e le percentuali di gassi è bassa, è la più sana del mondo. Al gradino più basso ci sono 750 milioni di persone, che non sono in grado di procurarsi cibo a sufficienza; la loro dieta è scarsissima di proteine e di grassi. In questo terzo gruppo sono frequenti fenomeni di fame mal nutrizione che provocano malattie dette appunto "da carenza".

Sviluppo e sottosviluppo

Accanto a pochi paesi ricchi, esiste un folto gruppo di paesi in situazioni la cui popolazione ha redditi bassissimi e soffre, di carenze alimentari e sanitarie. Esso viene definito il Terzo Mondo. Infatti al suo interno vi sono dei paesi poverissimi e pieni di risorse, altri invece di materie prime. L’agricoltura di sussistenza ha una bassa produttività a causa della scarsità di mezzi tecnici e di capitali da parte dei contadini e anche situazioni di degrado ambientale. I salari degli operai sono bassi e questo favorisce le produzioni a basso valore aggiunto, destinate in gran parte all’esportazione; il settore terziario " è gonfiato" per la presenza di servizi di basso livello, quali il commercio ambulante e servizi domestici. La necessità di capitali ha quindi costretto il Terzo Mondo a indebitarsi con i paesi più ricchi o con le organizzazioni internazionali (ONU, Banca Mondiale, ecc…). L’origine della differenza tra paesi ricchi e poveri viene fatta risalire al periodo coloniale. Si instaurò allora, tra il vecchio continente e le sue colonie, un rapporto di sfruttamento del primo sulle seconde: i paesi industriali assorbivano materie prime e prodotti alimentari. Per esempio i paesi europei cercavano nelle colonie piantagioni di cotone, cacao, ecc…, sottraendo così terreno all’agricoltura di sussistenza. Con il ridursi della terra a loro disposizione, gli abitanti si vedevano costretti, per sopravvivere, a lavorare nelle piantagioni. Il salario percepito serviva loro per vivere e pagare le tasse, richieste dal paese.

I prodotti dell’industria europea venivano poi venduti nelle stesse colonie, in regime di monopolio, impedendo lo sviluppo di attività manifatturiere locali del resto ostacolate dalla mancanza di quadri direttivi ed un ceto imprenditoriale, di capitali, di efficienti strutture governative e burocratiche.

L’organizzazione dell’economia delle colonie in funzione degli interessi dei paesi industriali europei, da un lato permise l’accumulo dei capitali necessari per il decollo industriale ed economico dell’Europa, dall’altra di strusse la base economica dei paesi colonizzati, innescandone un processo di decadimento e di dipendenza economica.

La colonizzazione europea tuttavia non è stata l’unica causa del sottosviluppo: infatti vi sono esempi di paesi, come gli Stati Uniti, che erano primitivamente colonie e sono divenuti più potenti delle antiche madrepatrie e di altri mai colonizzati.

Ci sono state anche altre cause che hanno contribuito a determinare condizioni di sottosviluppo.

Molti paesi del Terzo Mondo hanno territori caratterizzati da condizioni naturali difficili, infatti il clima può costituire un aspetto negativo: vi può essere un’eccessiva aridità o un eccesso di pioggia che ostacola le pratiche agricole. Anche i suoli possono limitare la conformazione generale del territorio o l’estensione della copertura vegetale. Un esempio tipico è quello che riguarda la fascia africana del Sahel.

I paesi del Terzo Mondo Sono spesso in conflitto tra i diversi gruppi di popolazione, per lo più dovuti al fatto che essi sono stati forzatamente riuniti in un unico stato nell’epoca coloniale.

Anche la struttura sociale dei singoli stati è una causa di notevoli problemi

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